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domenica 12 febbraio 2012

fiabe innevate

vi invito a leggere queste fiabe con la neve:

  1. la prima è italiana, di Luigi Capuana: fai clic qui
  2. la seconda è una fiaba d'autore, è di HC Andersen: fai clic qui
  3. quest'altra è una fiaba popolare russa: fai clic qui
  4. questo invece è un link che porta ad un libro: fai clic qui
e adesso chiedo, quale vi piace di più e perchè? chi commenta "vince"

chi è la divinità della neve?


Chione ("neve" in greco) è una figura della mitologia greca, figlia di Dedalione (era uno dei quattro figli nati dall'unione di Borea, l'impetuoso vento del nord, e Orizia, una delle tre figlie di Eretteo, re di Atene)..
Amò sia Apollo, sia Ermes. Dal primo dei quali nacque Filammone che divenne famoso per la creazione di alcune forme musicali; dall'accoppiamento con Ermes nacque Autolico famoso per la sua capacità di rubare senza essere sorpreso nonché di essere stato il nonno di Ulisse.
Chione si vantò d'esser più bella della dea Artemide, che, sentitasi offesa, la trafisse con una freccia.
Chione è anche il nome di una conchiglia.

questa è la storia di Chione, Apollo, Mercurio e Diana


Chione era talmente bella, che di lei s’innamorarono sia Apollo che Mercurio. 
Il messaggero degli dei decise di unirsi alla fanciulla non appena la vide, facendola addormentare con la bacchetta che infondeva il sonno; mentre Apollo, camuffatosi da vecchia balia, sorprese la fanciulla la notte di quello stesso giorno. 
Così, in un solo giorno Chione rimase incinta di due gemelli, Autolico e Filammone, figli rispettivamente di Mercurio e di Apollo. 
Tuttavia, venne punita da Diana per la sua superbia proclamatasi, infatti, più bella della dea, ebbe la lingua trafitta da una freccia, e morì. 
Per il dolore della perdita dell’amata figlia suo padre Dedalione si gettò dalla cima del Parnaso, ma Apollo, pieno di compassione, lo trasformò in uno sparviero.

Orazio e la neve

trasferiamoci ai tempi dei Romani, ecco come parla della neve un poeta famoso, Orazio
Vedi il Soratte candido di nevi
bianche. I boschi, affaticati,
non ne  reggono il peso. Ogni corso d’acqua
s’indurisce nel gelo penetrante.
Sciogli il freddo con abbondante legna
nel focolare, e versa abbondante
 vino dal coccio a doppia ansa,
sabino, di quattr’anni, o mio Taliarco. 

la neve nell'Iliade

incuriosita, ho fatto una breve ricerca: quante volte la neve ENTRA nell'Iliade?
Ovviamente visto l'ambiente tipicamente mediterraneo in cui si svolge la vicenda, la neve fa appena appena capolino e sempre come paragone.
ho trovato 5 volte il nome "neve", le scrivo qui sotto: c'è qualcuno che in un commento mi spiega le sfumature di questi paragoni?

  1. Quando poi si alzò parlare il re di Itaca (Ulisse), lo scaltro stava in piedi con lo sguardo chino fisso a terra, non muoveva lo scettro né n alto né in basso ma lo teneva immobile, l’avresti detto uomo strano e folle. Ma non appena dal possente torace emise la sua gran voce, le sue alte parole piovevano a dirotto come neve invernale, nessun uomo avrebbe conteso con Ulisse e noi fummo meravigliati di quel suo aspetto.
  2. A notte fonda i comandanti achei dormivano tutti, sulla spiaggia, avvolti da un sonno molle, ma non Agamennone l’Atride, a cui i molti e aspri pensieri toglievano il sonno. Come quando il marito di Giunone lampeggia mentre prepara una gran pioggia o grandine o folta neve a imbiancare i campi, o come il fracasso di una guerra divoratrice; così dal petto di Agamennone fuoriuscivano densi sospiri e il suo cuor tremava.Hanno come comandante Reso, il figlio di Eioneo e io vidi che aveva destrieri da ammirate per il  gran corpo e la bellezza, nel candore una neve , nella corsa un vento.
  3. Come nei giorni invernali cadono spessi i fiocchi di neve, allorchè Zeus, dopo aver addormentati i venti, versa incessantemente le  sue candide nubi, e imbianca l’alte cime delle montagne e i campi erbosi, i ricchi terreni seminati i porti e le spiagge: solo l’onda del mare non subisce il velo dei fiocchi con cui la nuvola del cielo ricopre il volto delle cose: così era densa di sassi volanti la tempesta che da una parte i Troiani, dall’altra gli Achei scatenavano e lungo tutto il muro si propagava un immenso rumore.
  4. Iri obbedì veloce e discese dalle montagne dell’Ida. Come tavolta la neve vola sospinta dal fiato del vento del nord  nello stesso modo con un rapido volo Iri discese sui campi di Ilio.
  5.  E sono già giunti alle due fonti dello Scamandro: una è calda, e si spande intorno come il fumo del fuoco: l’altra scorre, anche d’estate fredda come grandine, ghiaccio o neve. Entrambe sono circondate da ampi lavatoi di pietra levigata.