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lunedì 6 febbraio 2012

Ettore e Andromaca di Viola


Vincenzo e Laura 
Vincenzo era un pompiere sposato con Laura. Avevano una figlia, Vittoria.
Vincenzo doveva andare a salvare delle persone rimaste  intrappolate in un edificio crollato nel terremoto dell’Aquila.                                                                                                                                                                                                                 Andò a casa e disse alla moglie:<<Laura io devo andare a salvare le persone in pericolo in Abruzzo>>.                                                                                                                    La moglie lo pregò:<<Non andare, potresti rimanere intrappolato anche tu, pensa a tua figlia e a me. Io non voglio rimanere vedova né piangere la tua morte. Resta qui>>.                                                                                                                                                          Lui rispose:<<Non posso non andare, è mio dovere, così infangherei la mia reputazione!>>.                                                                                                                                 E Laura cercò di convincerlo:<<Potresti restare e controllare la situazione dall’ufficio ed organizzare il lavoro restando vicino alla tua famiglia.>> ma sapeva bene che Vincenzo sarebbe partito.                                                                                                                                                                    Detto questo infatti, l'uomo prese in braccio Vittoria, giocò con lei poi andò a fare le valige e partì fiero e sicuro di sé.

Ettore e Andromaca di LudoCri



Un posto in ufficio
Riassunto delle puntate precedenti:
Andromaca è riuscita a comprare la casa di fronte ai nuovi uffici per poter guardare tutte le mattine Ettore che lavorava; sempre se lui avesse chiesto al suo capo di metterlo alla postazione vicino alla finestra.
Ettore trovava Andromaca troppo appiccicosa, perciò chiese al suo capo di non metterlo vicino alla finestra; lei lo scoprì e fece una lunga litigata al capo di Ettore.
Ecco cosa vi siete persi in Un posto in ufficio.
Ettore fece cadere a terra con un tonfo la valigetta che portava tutte le mattine per andare al lavoro.
Andromaca dal terrazzo lo udì e gli corse incontro:
- Le mattine saranno più sole se tu non sei li a guardarmi e io non ti posso vedere - disse Andromaca
- Non ci posso fare niente se il capo non mi ha voluto dare il posto vicino alla finestra. Lo sai che è spietato e non concede mai niente a nessuno -
- Io non credo: gli ho parlato al telefono e l'ho minacciato di dire cose imbarazzanti sul suo conto-
-E... che cosa ti ha detto di bello?-
Ettore stava sudando freddo, cominciava ad avere paura di Andromaca.
-Mi ha detto che tu gli hai chiesto di non stare vicino alla finestra perché mi ritieni troppo appiccicosa-
Andromaca scoppiò a piangere:
-Lo sai che per me è come se tu partissi per una guerra dove so che morirai-
-Su dai non esagerare: l'unica guerra che posso combattere in un ufficio è contro un mio collega che mi porta sempre il caffè sbagliato.-
In quel momento si udì un lamento ed Andromaca corse verso la culla del bimbo che stava piangendo; lei lo prese in braccio e lo cullò.
-Comunque sia, tu sei un codardo: non riesci nemmeno a dirmi in faccia cosa pensi di me -
- Mi dispiace ma io non potevo dirtelo: non volevo ferire i tuoi sentimenti-
-Bene... sappi che scoprendolo da sola è come se mi avessi lanciato una freccia da una certa distanza. Se proprio non volevi ferire i miei sentimenti dovevi dirmelo in faccia! Scoprirlo, mentre cercavi di tenerlo nascosto è stato terribile-
- Vuoi sapere la verità? .... Io esco con un'altra-
-Noooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!-
Le urla strazianti di Andromaca fecero preoccupare il vicino che chiamò i carabinieri credendo che in casa di Andromaca fosse entrato un serial killer.
La delusione sulla faccia del vicino comparve quando Andromaca andò ad aprire la porta chiedendo e piangendo a squarciagola:
-Ti serve lo zucchero? Non ne ho!!!!- e gli sbatté la porta in faccia. - Ettore,  tu hai ferito ancora di più i miei sentimenti!!!!!!! Non dovevi dirmelo in faccia in questo modo!!!!!-
Ettore era confuso: un attimo prima Andromaca era arrabbiata con lui perché non le aveva dettola verità; un attimo dopo era in preda ad una crisi di pianto perché le aveva detto la verità.
-Scusami Ettore, è che io ti sto solo facendo...-
-Una sorpresa!!!!!!!!- urlò il famoso conduttore del programma televisivo "Lo scherzo è bello quando non dura poco" che in quel momento era spuntato da dietro il divano.
Ettore capì tutto: era in una terribile candid-camera.
- Quando è cominciato lo scherzo?- chiese Ettore
-Da quando ci siamo conosciuti- rispose Andromaca
-Ma il bambino? È per caso un bambolotto?-
-No; non è un bambolotto: è un bambino adottato-
-Ed ecco a voi lo scherzo più lungo del modo: ben cinque anni!!!!! E anche per oggi un'altra puntata è finita; ma non cambiate canale: ora c'è il nuovo programma di Benedetta Parodi "Cotto e lavato".

 fine
Un posto in ufficio.
questo programma è stato presentato da:


Aranciata Frizz e Frozz, 

da oggi con l'80% di conservanti e coloranti in più!

-Stooooooooooooooooooooooooop!!!!!!!- urlò il regista - Siete stati poco finti!- 
-Io lo avevo detto che questa telenovela sarebbe stata un fiasco!- commentò Andromaca.

Ettore e Andromaca di Angelo



Stava lottando con tenacia e astuzia, cercando di prevedere le mosse del nemico, quando riuscì a intrappolarlo nella sua morsa della morte, Ettore Menteveloce. Ma in quel momento irruppe sulla terrazza Andromaca Manolesta con il compagno di investigazioni di Ettore e suo figlio. “Fermati, uomo impavido, tu morirai assieme al tuo nemico e non te ne importa niente di me, di come mi sentirò quando morirai e di tuo figlio. Tutto il mondo piangerà la tua scomparsa e ti ricorderà come il più grande genio di tutti i tempi, ma a che prezzo? Lascia andare il tuo nemico, se ne occuperà qualcun altro!”
Ma Ettore, in punto di buttarsi nel vuoto, parlò con voce lenta e disse: “Come potrei guardare la gente per le strade di Londra senza provare rimorso se non mi occupassi del mio nemico? Ho già deciso cosa fare quindi adesso voglio salutarvi per l’ultima volta, addio Andromaca ricordami per sempre a mio figlio ed al mio compagno di investigazioni”.
Bastò quest’ attimo al nemico per divincolarsi e cingere Ettore alla vita tenendolo sospeso nel vuoto.
“Non mi getterai nel vuoto!” disse Ettore e con un rapido movimento delle gambe si issò sul parapetto, cercò il suo malvagio antagonista e dopo averlo raggiunto lo prese di nuovo spezzandogli il polso con un fulmineo movimento della mano.
“Ricorda, Andromaca, pensami sempre, mio ‘fratello’ di investigazioni ti accudirà. Ricorda, NIENTE E’ LASCIATO AL CASO, ogni vita ha il suo scopo”.
Queste furono le ultime parole di Ettore Menteveloce e si gettò nel vuoto con il suo nemico nel fiume per porre fine alla sua malvagità con la propria vita.   

Ettore e Andromaca di Irene


Ettore e Andromaca si lasciarono dopo che Ettore dovette partire per il suo lavoro lasciando la moglie e il  figlio, ma ora racconto tutta la storia del loro addio.

Un giorno Ettore dovette partire per un lungo viaggio dall’altra parte del Mondo per lavoro lasciando così Andromaca ma anche il suo figlioletto.
Andromaca che non voleva che andasse gli disse:
<<Rimani con me,non lasciarmi sola con il nostro bambino,non lasciarci.
Oh amore non lasciarci, vedi le conseguenze che possono capitare, non farlo.
Non lasciare me da sola e tuo figlio senza un padre.
Non andare, non andare Ettore, non lasciarci.
Tu sei per me un marito, fratello, padre e amico.
Non lasciare me e tuo figlio.>>
Ettore dopo aver ascoltato rispose così:
<<Andromaca,amore mio, mi dispiace ma devo andare, devo partire ,è il mio lavoro e, senza lavoro, non potremo vivere e non potremo crescere  il nostro bambino.
Non vi lascerò mai ma questo è il mio lavoro e, purtroppo, devo farlo, per voi, voi due amori della mia grande, piccola vita.
Tornerò presto, spero, tornerò da voi.
Ricorda, Andromaca, che se non fosse il lavoro che mi spinge ad andare via, starei sempre con te e il nostro piccolo.
Andromaca, figliolo, aspettatemi, io tornerò più presto di quanto possiate credere, lo prometto.
Aspettatemi, vi amo.
Bada al nostro bambino, io tornerò.>>
Andromaca diede il bambino nelle braccia del padre che stava partendo,cosicché si salutarono.
Si salutarono e si lasciarono, andando verso vie differenti.

Ettore e Andromaca di Ludovica B.



ETTORE E ANDROMACA
Ettore e Andromaca si diedero appuntamento in un ristorante al centro di Roma come di solito facevano il sabato.                                                 Ma questo era un sabato particolare: Ettore aveva ricevuto una promozione nel lavoro e  sarebbe dovuto partire per l’India. 
Essi si incontrarono e Ettore spiegò tutto ad Andromaca,  lei rimase sconvolta dalla notizia e iniziò a fargli domande  su quanto tempo sarebbe dovuto rimanere, in quale  città sarebbe andato e se ci fossero con lui anche altre persone.               Ettore  aveva  già  immaginato la reazione di Andromaca e quindi era pronto ad affrontare tutte le sue preoccupazioni; rispose a tutte le sue domande e cercò di rassicurarla dicendole che il tempo sarebbe passato veloce e che con le nuove tecnologie  tipo  SKIPE sarebbero potuti rimanere in contatto e vedersi quando volevano.
Andromaca iniziò a piangere e cercò di far ripensare Ettore sul viaggio,  di rimandarlo di qualche ann,  quando il loro bambino sarebbe stato più grande e avrebbe avuto così più capacità di capire la situazione.                                                                  Ettore era troppo convinto di partire perché erano molti anni che aspettava questa promozione anche se il suo cuore era dispiaciuto di lasciare la sua famiglia ma, capiva che il suo dovere era di andare  lì.
Andromaca nonostante tutto riuscì a capire la situazione e lo rassicurò dicendogli che avrebbe aspettato con ansia il suo ritorno. Ettore prima della sua partenza baciò il figlio e pregò Dio affinche potesse avere di più di quello che aveva avuto lui.